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GENITORI DI RAGAZZI DISABILI SI APPELLANO AI CANDIDATI SINDACI

Il comitato di genitori di ragazzi diversamente abili sollecita i candidati sindaco ad inserire nel proprio programma elettorale il tema della disabilità. La proposta intende mettere al centro dell’azione politica della prossima amministrazione comunale un piano innovativo di recupero, inclusione e tutela di soggetti fragili come i diversabili.
“Per molti di noi – spiega un rappresentante del comitato di genitori -, i familiari di ragazzi meno fortunati, devono dedicare loro, non solo materialmente, ma anche mentalmente gran parte del loro tempo. Infatti, ogni altro impegno è considerato una vera sottrazione ai propri doveri, una vera distrazione da quelli che invece devono riguardare i propri figli. Non è una convinzione che ti arriva naturale ma ti prende un po’ alla volta. Gli appuntamenti con gli specialisti, le riabilitazioni, i vari ambulatori, gli ospedali e poi la scuola, con gli insegnanti e il sostegno con i problemi mai risolti, i centri specialistici, le associazioni, lo sport, non ti consentono di poter pensare ad altro”. In questa condizione nei genitori si genera un senso di responsabilità inconscio e inconsapevole. Oppure avvenimenti particolari, brutte notizie, difficoltà, fanno venire meno la forza fisica e mentale per andare avanti. “Per questo motivo – proseguono altri genitori del comitato -, un genitore di figlio diversamente abile non può che dedicarsi a proporre soluzioni non solo per il Dopo di noi ma anche per il Prima e il durante con noi. Da queste considerazioni scaturisce la proposta di definire un progetto che coniughi, quanto più possibile, i vari stati di una vita della famiglia con diversamente abili con le imprescindibili difficoltà che si incontrano tutti i giorni”. L’obiettivo dell’iniziativa è di coinvolgere da un lato tutti i soggetti presenti nella società e nelle istituzioni e, dall’altro, calare l’intervento nel territorio con la sua cultura, le sue tradizioni e il suo paesaggio.
“Per fortuna – proseguono -, sul territorio esistono realtà che sono riuscite ad aggregare un volontariato di qualità, in grado di gestire eventi di ogni genere, dallo sport alla cultura con sodalizi di altissima qualità. Ma si può e si deve fare di più per garantire una reale inclusione del diversabile nella nostra società”. E non mancano le proposte operative. Secondo il comitato gli interventi per il diversamente abile non possono continuare a essere a compartimento stagno. Gli interventi devono riguardare sempre e comunque tutta la famiglia e il contesto, tanto da osservare lo sviluppo dell’azione in modo complessivo, utile a valutare i risultati in modo concreto e realistico. Pertanto – conclude il comitato di genitori – , gli interventi e le strutture dedicati alla disabilità non possono non coinvolgere a pieno il contesto del territorio, non basta coinvolgere il volontariato e l’associazionismo in genere ma anche e soprattutto il mondo dell’imprenditoria che dovrà scambiare con il tema in questione opportunità reciproche”.

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